Ricerca

Stare bene insieme

Progetto di psicomotricità relazionale per le classi prime della scuola primaria

Utente L. Ceroni

da L. Ceroni

0

Iniziare la scuola primaria segna una tappa importante nella maturazione del bambino che fa il suo ingresso ufficiale nel mondo degli adulti. In questa nuova scuola incontra il sapere e norme sociali e civili che non sono più improntate solo a sua misura. Inoltre, i giovani alunni si trovano ad avere a che fare con la gestione delle aspettative e del giudizio sulle proprie prestazioni e tutto questo spesso genera vissuti emozionali differenti.

giocoQuest’anno, proprio con l’obiettivo di sostenere i bambini in questa delicata fase di passaggio non solo personale ma anche di costruzione di un nuovo gruppo classe, il nostro Istituto ha sostenuto una iniziativa dedicata alle classi prime: il progetto di psicomotricità relazionale “Stare bene insieme”.

La psicomotricità relazionale rappresenta uno strumento educativo globale che favorisce lo sviluppo affettivo, relazionale e cognitivo del bambino attraverso l’espressività corporea. La psicomotricista propone degli oggetti semplici, in uno spazio e con dei tempi adeguati a stimolare il gioco spontaneo. Ciò favorisce la creazione di situazioni di comunicazione non verbale attraverso il movimento, il tono muscolare e la postura del corpo, mettendo in questo modo in contatto il bambino con il proprio mondo interno ed esterno, favorendo la socializzazione verso i coetanei e il mondo degli adulti e offrendo la possibilità di esprimere e rielaborare, in un clima di contenimento affettivo, la propria storia personale.

disegnoGli incontri settimanali, sei in ogni plesso, sono stati condotti dalla psicomotricista Federica D’onofrio. I bambini hanno potuto esprimersi liberamente ogni volta all’interno di setting diversi utilizzando giochi e materiali messi a disposizione dall’esperta o attinti dal materiale presente a scuola. Ogni incontro è stato realizzato con una parte di gioco libero (attività tipica della pratica psicomotoria) in cui ciascun bambino ha potuto far emergere le proprie emozioni e realizzare il proprio gioco, e una parte più strutturata e guidata dalla psicomotricista, al fine di incentivare il gioco di gruppo e lo scambio di esperienze positive. Gli incontri si sono aperti con un cerchio iniziale di condivisione delle regole e del tema dell’incontro, mentre alla fine è sempre stata proposta una attività di disegno: una traccia tangibile del lavoro svolto. Questi elaborati sono stati poi consegnati a ciascun bambino da portare a casa.

L’iniziativa è stata accolta in maniera positiva da tutti gli alunni che hanno atteso con gioia ed entusiasmo gli incontri settimanali. Per gli insegnanti, l’attività si è dimostrata un utile strumento inclusivo per conoscere meglio i bambini e le dinamiche dei legami e del gruppo. Molto lavoro è stato fatto per promuovere il rispetto delle regole sociali e dei tempi di attesa con ricadute positive anche nell’attività didattica in classe. Se sarà possibile, il progetto verrà riproposto anche per il prossimo anno con modalità da definire.